DOMANDE FREQUENTI (FAQ)
Soddisfate le vostre curiosità
Questa sezione risponde alle domande più frequenti su evaporatori e concentratori sottovuoto, cogeneratori e solare termico industriale, offrendo supporto a chi sta valutando queste soluzioni efficienti per il trattamento delle acque reflue e il risparmio energetico
Per maggiori approfondimenti visitate la Sezione Tecnologie o contattate direttamente i nostri esperti qui
Sezione evaporatori e concentratori sottovuoto
Come funziona un evaporatore sottovuoto?
L’evaporatore sottovuoto, che viene utilizzato per il trattamento di acque reflue, la concentrazione di soluzioni ed il recupero di materie prime, funziona riducendo la pressione all’interno di una camera di evaporazione, il che abbassa la temperatura di ebollizione del liquido da trattare. Questo permette di separare l’acqua dal prodotto o dal refluo in modo efficiente, limitando il consumo energetico e preservando eventuali componenti termolabili. Il vapore generato viene poi condensato e raccolto (“distillato”), mentre il residuo concentrato rimane nella camera di evaporazione e viene scaricato automaticamente.
Quali sono i principali benefici nell'utilizzare evaporatori e concentratori sottovuoto?
– Riduzione dei costi di smaltimento
– Recupero di acqua e materie prime
– Minore impatto ambientale
– Miglioramento della sostenibilità ambientale del proprio processo produttivo
– Totale automazione e gestione semplificata
Quali tipologie di acque reflue possono essere trattate con gli evaporatori e concentratori sottovuoto?
Gli evaporatori e concentratori sottovuoto possono trattare un’ampia varietà di acque reflue industriali, tra cui: emulsioni oleose (da lavorazioni meccaniche), risciacqui di galvanica o trattamenti superficiali (sia acidi che alcalini), soluzioni saline, acque di lavaggio da industria chimica e farmaceutica, eluati di rigenerazione e concentrati di osmosi, reflui con detergenti, tensioattivi o inchiostri, acque da processi alimentari, percolati di discarica, digestati. Sono particolarmente adatti per reflui difficili da trattare con i sistemi tradizionali (biologici e chimico-fisici).
Qual è il ritorno sull'investimento (ROI) tipico di un evaporatore sottovuoto?
Solitamente un evaporatore sottovuoto garantisce un ritorno dell’investimento di 3-4 anni. Se abbinato ad un sistema di efficientamento energetico, questo periodo si riduce drasticamente.
Servono operazioni di manutenzione particolari in un evaporatore sottovuoto?
La principale operazione di manutenzione su un evaporatore sottovuoto è la pulizia periodica dello scambiatore di riscaldamento e della camera di evaporazione. La frequenza di questa operazione dipende dal grado di sporcamento del refluo e dalla corretta scelta e progettazione dell’impianto. Gli altri interventi, da effettuare con cadenza annuale, sono la verifica delle guarnizioni e delle tenute, il controllo dei sensori e della strumentistica, la pulizia del circuito del vuoto, il controllo F-gas (se l’evaporatore è a pompa di calore).
Come si sceglie l'evaporatore più adatto?
Qual è la migliore tipologia di scambiatore in un evapoconcentratore sottovuoto?
L'evaporazione sottovuoto è un processo automatizzato? Richiede presidio di personale?
I consumi energetici degli evaporatori sono elevati?
Gli evaporatori sono macchinari rumorosi? È possibile eventualmente ridurne la rumorosità?
Qual è la vita media utile di un evaporatore?
Se ben progettato e manutenuto, un evaporatore ha una vita media utile di 25-30 anni.
Gli evaporatori e concentratori sottovuoto possono essere installati all'esterno?
Sì, purché vengano posti sotto tettoia o in una zona parzialmente coperta e riparata. Eventualmente, realizziamo anche evaporatori completamente pannellati, per installazioni outdoor senza necessità di opere civili.
Gli evapoconcentratori hanno emissioni in atmosfera?
No, gli evaporatori e concentratori sottovuoto non generano vapori o emissioni gassose.
Sezione cogenerazione
Quando conviene la cogenerazione?
Come si dimensiona un cogeneratore?
Ci sono incentivi o detrazioni per la cogenerazione?
Quando la cogenerazione si definisce ad altro rendimento (CAR)?
1. Risparmia almeno il 10% di energia primaria rispetto alla produzione separata di elettricità e calore.
2. Ha un rendimento globale (elettrico + termico) superiore a una soglia minima, che dipende dalla taglia e dalla tecnologia dell’impianto.
3. Viene riconosciuto e certificato dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) attraverso una specifica procedura di qualifica.
Sezione solare termico
Come si dimensiona un impianto solare termico industriale?
1. Analisi del fabbisogno termico del processo (quantità di calore richiesto, temperature, profilo di consumo giornaliero/stagionale)
2. Valutazione dell’irraggiamento solare locale e disponibilità di superficie installabile (circa 2 m2/kW)
3. Calcolo dell’accumulo termico necessario per bilanciare produzione e consumo Un corretto dimensionamento assicura efficienza, durata e ritorno dell’investimento, che solitamente è inferiore ai 5 anni.
Quali sono gli usi più comuni per un impianto solare termico industriale? Può essere integrato in impianti esistenti?
1. Riscaldamento di acqua di processo o lavaggio
2. Produzione di vapore a bassa pressione
3. Pre-riscaldo di fluidi per impianti a caldaia o cogenerazione
Il solare termico può essere integrato facilmente in impianti esistenti, in particolare come pre-riscaldatore a monte di caldaie o altre fonti termiche, riducendo i consumi di combustibili fossili e migliorando l’efficienza energetica globale del sito.
