DOMANDE FREQUENTI (FAQ)

Soddisfate le vostre curiosità

Questa sezione risponde alle domande più frequenti su evaporatori e concentratori sottovuoto, cogeneratori e solare termico industriale, offrendo supporto a chi sta valutando queste soluzioni efficienti per il trattamento delle acque reflue e il risparmio energetico

Per maggiori approfondimenti visitate la Sezione Tecnologie o contattate direttamente i nostri esperti qui

Sezione evaporatori e concentratori sottovuoto​

L’evaporatore sottovuoto, che viene utilizzato per il trattamento di acque reflue, la concentrazione di soluzioni ed il recupero di materie prime, funziona riducendo la pressione all’interno di una camera di evaporazione, il che abbassa la temperatura di ebollizione del liquido da trattare. Questo permette di separare l’acqua dal prodotto o dal refluo in modo efficiente, limitando il consumo energetico e preservando eventuali componenti termolabili. Il vapore generato viene poi condensato e raccolto (“distillato”), mentre il residuo concentrato rimane nella camera di evaporazione e viene scaricato automaticamente.

– Riduzione dei costi di smaltimento
– Recupero di acqua e materie prime
– Minore impatto ambientale
– Miglioramento della sostenibilità ambientale del proprio processo produttivo
– Totale automazione e gestione semplificata

Gli evaporatori e concentratori sottovuoto possono trattare un’ampia varietà di acque reflue industriali, tra cui: emulsioni oleose (da lavorazioni meccaniche), risciacqui di galvanica o trattamenti superficiali (sia acidi che alcalini), soluzioni saline, acque di lavaggio da industria chimica e farmaceutica, eluati di rigenerazione e concentrati di osmosi, reflui con detergenti, tensioattivi o inchiostri, acque da processi alimentari, percolati di discarica, digestati. Sono particolarmente adatti per reflui difficili da trattare con i sistemi tradizionali (biologici e chimico-fisici).

Solitamente un evaporatore sottovuoto garantisce un ritorno dell’investimento di 3-4 anni. Se abbinato ad un sistema di efficientamento energetico, questo periodo si riduce drasticamente.

La principale operazione di manutenzione su un evaporatore sottovuoto è la pulizia periodica dello scambiatore di riscaldamento e della camera di evaporazione. La frequenza di questa operazione dipende dal grado di sporcamento del refluo e dalla corretta scelta e progettazione dell’impianto. Gli altri interventi, da effettuare con cadenza annuale, sono la verifica delle guarnizioni e delle tenute, il controllo dei sensori e della strumentistica, la pulizia del circuito del vuoto, il controllo F-gas (se l’evaporatore è a pompa di calore).

La scelta dell’evaporatore più adatto dipende da un insieme di fattori:
1. Tipologia del refluo o del prodotto da trattare
2. Portata
3. Obiettivo del processo
4. Disponibilità energetica (elettricità, acqua calda o vapore, cascami o fonti rinnovabili)
5. Eventuali vincoli impiantistici e/o di spazi
 
Per questo motivo non esiste una tipologia di evaporatore sottovuoto migliore delle altre in senso assoluto; bensì, è importante valutare attentamente tutti questi aspetti e affidarsi a degli esperti che sappiano fornire i consigli e le indicazioni più appropriate.
 
Non esiste uno scambiatore migliore di un altro in senso assoluto. La migliore tipologia dipende dal liquido da trattare e dal rendimento termico che è possibile ottenere. Alcuni scambiatori sono più indicati di altri per liquidi incrostanti, altri per liquidi viscosi, altri ancora per facilità di ispezione e pulizia. In generale, noi di Ecogenerazione progettiamo e produciamo tutte le tipologie di scambio termico, per poter fornire di volta in volta la miglior soluzione possibile.
 
 
L’evaporazione sottovuoto è un processo totalmente automatizzato, che non richiede presidio di personale. I nostri evaporatori sono progettati per lavorare 24/7, e il controllo remoto fruibile anche da dispositivi mobili consente di poter effettuare un rapido check in qualsiasi momento.
 
 
 
Evaporare è un processo inevitabilmente energivoro. La corretta scelta dell’impianto più adeguato e l’ottimizzazione delle fonti energetiche eventualmente già presenti in loco possono tuttavia giocare un ruolo fondamentale nella riduzione dei costi e dei consumi energetici, così come l’ottimizzazione del circuito frigorifero negli evapoconcentratori a pompa di calore. Inoltre, per minimizzare i consumi, realizziamo evaporatori a multiplo effetto, sia a pompa di calore che ad acqua calda o vapore.
 
 
 
 
Gli evaporatori sono macchine con una rumorosità media a 1 metro intorno agli 80 dB. Su richiesta, possiamo ridurne la rumorosità con interventi di insonorizzazione mirati o con speciali pannellature fonoassorbenti.

Se ben progettato e manutenuto, un evaporatore ha una vita media utile di 25-30 anni.

Sì, purché vengano posti sotto tettoia o in una zona parzialmente coperta e riparata. Eventualmente, realizziamo anche evaporatori completamente pannellati, per installazioni outdoor senza necessità di opere civili.

No, gli evaporatori e concentratori sottovuoto non generano vapori o emissioni gassose.

Sezione cogenerazione​

La cogenerazione conviene quando c’è un fabbisogno simultaneo e costante di energia elettrica e calore (convertibile in acqua calda o vapore). È particolarmente vantaggiosa nel caso di industrie energivore e Aziende con consumi termici stabili, in cui si possa autoconsumare gran parte dell’energia prodotta. In questo contesto, l’evaporazione sottovuoto può risultare la tecnologia perfetta da abbinare ad un cogeneratore, in quanto il suo fabbisogno energetico è costante.
Il dimensionamento di un cogeneratore si basa sull’analisi dei fabbisogni energetici reali del sito. In generale, si può affermare che un cogeneratore, per essere conveniente, deve lavorare per un numero minimo di ore/anno. Di conseguenza, si verifica il fabbisogno elettrico (curve di carico) per valutare quanto autoconsumo si può coprire; si verifica il consumo termico, che solitamente è il fattore limitante; si identifica il carico energetico di base, e non i picchi. L’obiettivo è installare un impianto che lavori in modo continuativo ed efficiente, evitando sovradimensionamenti che riducono il rendimento economico.
Sì, esistono diversi incentivi e detrazioni fiscali per la cogenerazione, soprattutto per quella ad altro rendimento: si va dai TEE (Titoli di Efficienza Energetica) ai contributi del Fondo per la Transizione Industriale, senza dimenticare il credito d’imposta al 45% previsto dalla 5.0.
La cogenerazione si definisce ad alto rendimento (CAR) quando soddisfa specifici criteri di efficienza energetica stabiliti dalla normativa europea e italiana. Un impianto di cogenerazione è CAR quando:
1. Risparmia almeno il 10% di energia primaria rispetto alla produzione separata di elettricità e calore.
2. Ha un rendimento globale (elettrico + termico) superiore a una soglia minima, che dipende dalla taglia e dalla tecnologia dell’impianto.
3. Viene riconosciuto e certificato dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) attraverso una specifica procedura di qualifica.

Sezione solare termico​

Il dimensionamento di un impianto solare termico industriale si basa su:
1. Analisi del fabbisogno termico del processo (quantità di calore richiesto, temperature, profilo di consumo giornaliero/stagionale)
2. Valutazione dell’irraggiamento solare locale e disponibilità di superficie installabile (circa 2 m2/kW) 
3. Calcolo dell’accumulo termico necessario per bilanciare produzione e consumo Un corretto dimensionamento assicura efficienza, durata e ritorno dell’investimento, che solitamente è inferiore ai 5 anni.
Gli usi più comuni di un impianto solare termico industriale riguardano la produzione di calore per processi a temperature non troppo elevate, come:
1. Riscaldamento di acqua di processo o lavaggio
2. Produzione di vapore a bassa pressione
3. Pre-riscaldo di fluidi per impianti a caldaia o cogenerazione

Il solare termico può essere integrato facilmente in impianti esistenti, in particolare come pre-riscaldatore a monte di caldaie o altre fonti termiche, riducendo i consumi di combustibili fossili e migliorando l’efficienza energetica globale del sito.
Sì, esistono diversi incentivi e detrazioni fiscali per gli impianti solari termici industriali: c’è il Conto Termico 3.0, che offre contributi fino al 65%, ed il Piano Transizione 5.0, che prevede un credito d’imposta fino al 45%.

Non hai trovato risposta alle tue domande?

Aggiungi la tua domanda nel seguente form, ti risponderemo appena possibile

    Ho letto la Privacy Policy e acconsento al trattamento dei miei dati.

    Torna in alto