LE TECNOLOGIE PROPOSTE

 

 

Cogenerazione o Trigenerazione (CHP unit)

Il termine Cogenerazione indica la produzione combinata di energia elettrica e calore. Con un unico impianto è infatti possibile produrre queste due forme di energia in cascata. I sistemi di cogenerazione vengono anche detti CHP, dall’acronimo inglese Combined Heat and Power.

Tradizionalmente energia elettrica e termica vengono prodotte separatamente. Per produrre l’energia elettrica infatti si utilizzano solitamente centrali termoelettriche che disperdono nell’ambiente energia termica a bassa temperatura, mentre per produrre la sola energia termica si utilizzano le caldaie che convertono l’energia primaria rappresentata dal combustibile, con elevato valore termodinamico, in energia termica di ridotto valore termodinamico.

Se un’utenza richiede contemporaneamente energia elettrica ed energia termica, anziché installare una caldaia e acquistare energia elettrica dalla rete, si può pensare di realizzare un sistema cogenerativo, che produca sia energia elettrica che termica.

Evaporazione Concentrazione Sottovuoto

L’evaporazione è il passaggio di stato dell’acqua da liquido a gassoso. Utilizzando la tecnica dell’evaporazione sottovuoto è possibile evaporare l’acqua a temperature inferiori ai 100° necessari per evaporare a pressione atmosferica e successivamente ricondensandola in modo da poterla così recuperare. Questa tecnologia, utilizzata nella depurazione e recupero delle acque industriali con evaporatori concentratori sottovuoto, permette di separare con efficacia l’acqua da inquinanti quali Sali, metalli, sostanze organiche pesanti difficili o talvolta impossibili da eliminare con altre tecnologie. Da sottolineare che in specifici casi è proprio l’eliminazione dell’acqua necessaria ad ottenere un semi lavorato. Nel settore alimentare e farmaceutico per esempio, vengono concentrati semilavorati proprio estraendo una quota parte di acqua presente in soluzione. Il concetto resta il medesimo, ma il prodotto finale è proprio il concentrato ottenuto. Impiegando evapoconcentratori sottovuoto alimentati ad acqua calda o vapore è possibile sfruttare il calore prodotto da sistemi di cogenerazione migliorandone la resa e abbattendo quasi completamente i costi di esercizio. 

Filtrazione a membrana

La filtrazione a membrana è una tecnica di depurazione delle acque inquinate. Consiste nel passaggio, sotto pressione, dell’acqua reflua attraverso una sottile membrana costituita da fibre cave o da fogli di materiale composito avvolti a spirale. In questa tecnologia il consumo energetico è esclusivamente elettrico. Durante il processo di filtrazione, parte dell’acqua oltrepassa la membrana, la parte restante scorre tangenzialmente lungo di essa ed esce dal sistema senza essere stata filtrata. La corrente filtrata viene chiamata “permeato”, mentre quella non filtrata è chiamata “concentrato” o “rigetto”, in quanto contiene gli inquinanti concentrati rifiutati dalla membrana. L’alimentazione e il concentrato fluiscono parallelamente e non perpendicolarmente alla membrana (processo “in crossflow” o “in flusso tangenziale”). Con questo sistema è possibile trattare grandi quantitativi di acqua ma spesso i volumi di concentrato residuo sono ancora troppo elevati per giustificarne l’impiego. Un uso combinato di filtri a membrana e evaporatori sottovuoto che possano ridurre il concentrato prodotto dal primo sistema è spesso impiegato con efficacia.